Una nuova alleanza tra consumatori e agricoltori: "Dal campo alla Coop", filiera corta e innovazione
sabato 16 giugno 2012

A Ravenna Coop Adriatica lancia il patto tra cooperative di consumo e filiera agroalimentare per prodotti buoni, sicuri e convenienti
Gli esempi di Eataly e del "parmigiano della solidarietà", in vendita da lunedì a sostegno dei territori colpiti dal terremoto

Dalle nettarine Igp al salame di mora romagnola, il Sangiovese, la piadina, i carciofi e lo squacquerone:
sono centinaia le specialità della Romagna distribuite nei punti
vendita Coop, che ogni anno - tramite la piattaforma di Centrale
Adriatica - acquista frutta, verdura e altri prodotti agroalimentari da
circa 190 fornitori locali, per un valore di 310 milioni di euro.
Una cifra che sale a 945 milioni di euro e circa 900 produttori, per
gli acquisti realizzati in tutta l'Emilia-Romagna. Prodotti buoni,
sicuri e convenienti, da valorizzare con un nuovo patto tra i
consumatori, organizzati in cooperative di consumo, e il mondo agricolo,
a partire dalle cooperative dell'agroalimentare.
È la proposta avanzata al convegno "Dal campo alla Coop", organizzato
ieri da Coop Adriatica a Ravenna. All'incontro, moderato dal vice
presidente di Nomisma Luciano Sita, hanno partecipato l'assessore
regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni, il presidente di Coop Italia
Vincenzo Tassinari, il presidente e il vicepresidente di Coop Adriatica
Adriano Turrini e Giovanni Monti, il presidente di Legacoop
Agroalimentare Giovanni Luppi, e Roberta Cafiero, dirigente
Agroindustria e investimento del ministero Politiche agricole e
alimentari. Il saluto delle autorità è stato portato da Claudio Casadio,
presidente della Provincia di Ravenna.
"Oggi - ha spiegato il vicepresidente di Coop Adriatica, Giovanni Monti - il reddito di molte produzioni è azzerato. È solo con un'azione forte
e sinergica dell'intera cooperazione che possiamo dare il nostro
contributo ai problemi del settore agricolo e agroalimentare, uscendo
dal luogo comune che vede tutta la grande distribuzione come
responsabile dei problemi dell'agricoltura".
Occorre un nuovo patto tra agricoltura, industria agroalimentare, distribuzione, consumatori,
che vada dalla produzione alla lavorazione e conservazione in tutte le
sue filiere, fino all'aggregazione dell'offerta e della domanda
attraverso la cooperazione di produzione a quella di consumo. Un'intesa
che vada, appunto, "dal campo alla Coop", per garantire prezzi contenuti
ai consumatori e una redditività equa ai produttori, grandi e piccoli.
"Si tratta - ha aggiunto il presidente Adriano Turrini -
di offrire al consumatore più scelta, più qualità, prezzi vantaggiosi
ma anche adeguate garanzie in termini di sicurezza, salubrità, rispetto
della legalità e dei diritti dei lavoratori. Sono scelte che costano ma
che pagano, e sulle quali Coop non intende arretrare".
I prodotti locali nei negozi Coop
Già oggi, Coop è un interlocutore rilevante per la filiera
agroalimentare della regione e del Paese. Coop Adriatica, ad esempio,
riunisce e rappresenta oltre 1.180.000 consumatori-soci in
Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo, dove opera con una rete di 18
ipercoop e 153 supermercati. Circa l'80% della frutta e della verdura in
vendita nei negozi della Cooperativa è di provenienza nazionale, e il
25% proviene appunto dall'Emilia-Romagna; quota che sale a circa il 75%
per le pesche.
Per sostenere ancora meglio il comparto, è emerso al Convegno,
occorre far leva sulla capacità di innovare processi e organizzazioni, e
agire sull'intera filiera - a partire da marketing e logistica - per
produrre nuove quote di valore aggiunto: "Sono utili e importanti le vendite a chilometri zero o i mercatini dei produttori.
Ma non possono da soli rappresentare la risposta ai bisogni quotidiani e
alle abitudini di spesa dalla massa dei consumatori e ai grandi volumi
dell'agricoltura italiana", ha concluso Monti.
L'esperienza di Eataly e "il parmigiano della solidarietà"
Un'esperienza di successo, in questo senso, è quella di Eataly: la
catena alimentare partecipata da Coop Adriatica e da altre cooperative
di consumatori, che diffonde la cultura del buon cibo a prezzi
accessibili, con la vendita e la somministrazione di prodotti italiani
di alta qualità: oggi conta 8 punti vendita in Italia, tra cui quello
dell'Ambasciatori di Bologna. Eataly sta per aprire al terminal Ostiense
di Roma il più grande spazio per la vendita di alimentari nel mondo, ed
è già presente anche a New York e Tokyo.
Ma iniziative rilevanti sono ad esempio, in questi giorni, la distribuzione in tutti i punti vendita Coop del Parmigiano della solidarietà, frutto di un accordo tra Coop Italia e Consorzio del Parmigiano Reggiano, le cui vendite andranno a beneficio dei caseifici colpiti dal terremoto in Emilia. Coop sta inoltre definendo un progetto specifico e coordinato a favore dei produttori agroalimentari dei territori colpiti. All'attivo di Coop Adriatica ci sono infatti esperienze di filiera corta e filiera cooperativa già realizzate anche con la collaborazione della Regione Emilia-Romagna: dai progetti di valorizzazione delle pesche e nettarine di Romagna, fino al vino Assieme, tutto prodotto dal mondo delle imprese cooperative locali.
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